Il nostro programma in pillole

Scuola
Ambiente

Salute
Sviluppo

La scuola per una nuova città

Da sempre il cuore della nostra politica è la scuola.
Partendo da essa si può disegnare una città nuova, nel campo del lavoro, dell’ambiente, della salute e dell’impresa.
La scuola va portata fuori dall’emergenza e resa il motore per lo sviluppo di una nuova Imola.

USCIRE DALL’ EMERGENZA

  • Durante l’emergenza Covid, con un petizione firmata da 500 cittadini, abbiamo chiesto e ottenuto un tavolo Comunale per la ripartenza in sicurezza della scuola. Una volta al governo della città vogliamo dare continuità e potenziare il lavoro del tavolo Comunale per sostenere la scuola nell’emergenza.
  • Predisporre spazi pubblici per la scuola per affrontare possibili emergenze Covid 
  • Vogliamo lanciare un’alleanza scuola-sanità imolese con un piano di formazione/informazione/prevenzione per gli studenti e i docenti

UN PIANO PER L’EMERGENZA

Il prossimo settembre le scuole imolesi dovranno affrontare una sfida senza precedenti. La riapertura delle scuole infatti è necessaria, ma deve avvenire in sicurezza.
Le scuole devono riaprire perché non è possibile educare i bambini da 0 ai 6 anni in conference call; non è possibile iniziare le elementari in una scuola virtuale; non è possibile istruire ragazzi delle medie e delle superiori senza entrare in un’aula scolastica. Durante l’emergenza COVID le famiglie si son fatte carico di accudire i bambini e di seguire la loro istruzione, spesso sacrificando il proprio lavoro: questa situazione ha penalizzato soprattutto le donne, che in alcuni casi hanno dovuto scegliere di rimanere a casa.
Le famiglie devono poter contare sulla riapertura delle scuole per poter riprendere il lavoro: se non riparte la scuola, non riparte il lavoro. E non potremo contare sull’aiuto degli anziani, anzi dovremo proteggerli.
Uno dei primi compiti della nuova Amministrazione Comunale sarà mettere in sicurezza le scuole e riorganizzare i servizi scolastici per garantire il corretto distanziamento dei bambini, dei ragazzi, e del personale scolastico. In particolare, sarà necessario partire dalle indicazioni del Ministero dell’Istruzione e della Regione Emilia Romagna e declinarle secondo le necessità della nostra città in modo da garantire la stessa offerta dei servizi scolastici a cui eravamo abituati prima della crisi.
Le classi andranno dimezzate, le entrate del mattino dovranno essere scaglionate, i servizi delle mense e i trasporti scolastici andranno riorganizzati; si tratta di una vera rivoluzione della scuola, in cui il Comune avrà un ruolo fondamentale. Le strutture scolastiche, se lasciate sole, non potranno farcela: avranno bisogno di più personale, maggiori spazi e tecnologie informatiche di supporto.
Le scuole inoltre dovranno riorganizzare i propri programmi didattici potenziando l’organico docenti anche ricorrendo agli operatori e agli educatori del terzo settore e del volontariato.
Sarebbe opportuno l’inserimento di un pedagogista in ogni istituto comprensivo, come figura professionale adeguata, per poter affrontare al meglio le varie problematiche di tipo educativo e dare così un sostegno concreto alla classe docente, come pure l’inserimento di altre figure professionali come lo psicologo e altro personale qualificato, debitamente formato, che dovrà fungere da primo presidio all’interno dell’Istituzione scolastica per poter affrontare al meglio l’emergenza sanitaria. L’Amministrazione dovrà quindi stringere un patto di solidarietà e collaborazione con tutti i soggetti, pubblici e privati, che possano offrire spazi e servizi, attivando convenzioni che permettano di garantire una ripresa sicura delle attività scolastiche ed educative: pensiamo per esempio alla Rocca Sforzesca, ai Chiostri San Domenico, alle Biblioteche e ai Teatri Comunali, alle sale convegni, a gli spazi della Scuola di Musica Vassura Baroncini e di Palazzo Tozzoni fino all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari.

Gestire l’emergenza dalle scuole d’infanzia alle scuole superiori

I servizi per l’infanzia sono la prima emergenza a cui rispondere nel prossimo autunno. Per garantire la sicurezza dei bambini sarà inevitabile dividere il loro numero su due turni, uno mattutino e uno pomeridiano: per garantire il tempo pieno, sul quale le famiglie hanno potuto contare fino ad oggi, bisognerà attivare la disponibilità di centri educativi convenzionati, con spazi idonei gestiti da personale qualificato e formato, e la garanzia di un sostegno economico che ne consenta la frequenza. Sarà importante la presenza di personale sanitario (infermieri o altro personale debitamente qualificato) in ogni istituzione scolastica, in modo da intervenire puntualmente e con competenza là dove si verificassero casi di alunni/alunne e personale docente e ATA con sintomi assimilabili al Covid. Questo per rendere più efficace l’intervento e la tracciabilità, per la tutela della salute di tutti. Tutto ciò sarà realizzabile con i fondi Statali e Regionali dedicati e già destinati ai Comuni, e dai fondi del Recovery Fund.
Per tutte le scuole saranno fondamentali la turnazione classe in presenza e il potenziamento dell’attività didattica a distanza come attività compensativa delle inevitabili riduzioni di orario.
Oltre alla turnazione, particolare attenzione dovrà essere riservata al potenziamento dell’attività laboratoriale delle scuole Tecniche, Professionali e della Formazione Professionale.
Ai bambini, bambine, ragazzi e ragazze con bisogni educativi speciali dovrà essere garantita un’assistenza educativa e pedagogica qualificata, svolta da educatori specializzati.
Si dovranno privilegiare le attività sportive all’aperto mettendo a disposizione delle scuole i campi sportivi cittadini, pubblici e privati e lo spazio del Circuito Enzo e Dino Ferrari.
I doposcuola esistenti non sono sufficienti ad assorbire tutta la richiesta: l’Amministrazione dovrà realizzare, con l’aiuto del Terzo settore, servizi doposcuola aggiuntivi per le elementari e le medie negli stessi ambienti occupati al mattino.
Grazie a una petizione che ha raccolto più di 500 firme, dal mese di maggio è operativo il tavolo scuola chiesto ottenuto da ImolaFuturo, con grande anticipo sulla Conferenza dei Servizi Territoriali richiesta solo oggi dal Ministero.
Ci faremo carico di potenziare il tavolo, garantiremo un’informazione trasparente e costante e creeremo un punto d’ascolto Comunale per raccogliere le esigenze delle famiglie.

LA SCUOLA IMOLESE DEL FUTURO

  • Concretizzare, con un piano specifico, l’impegno della Regione Emilia-Romagna di garantire nidi gratuiti per tutti
  • Lanciare un nuovo piano di investimenti per riqualificare, dal punto di vista energetico e ambientale, tutta l’edilizia scolastica imolese, cominciando dalla messa in sicurezza di alcune scuole di Imola e delle frazioni.
  • Istituire un Corso di laurea professionalizzante per esperti in innovazione verde

Imola città verde d’Europa

Lo sviluppo sostenibile e le politiche verdi non sono fatte solo di no ma di tanti si! Lo sviluppo verde di Imola è fatto di salute, lavoro, scuola e turismo.

E’ sempre più evidente che un’economia ecologica non rappresenta solamente una modalità nuova di concepire il mercato, i prodotti e i servizi ma è a tutti gli effetti una prospettiva politica in grado di cambiare radicalmente l’organizzazione della società, le priorità dei valori e i comportamenti individuali. La comunità locale ha compiti fondamentali per indirizzare e sostenere questo percorso e per costruire dei progetti in grado di mostrare concretamente le potenzialità di una nuova economia ecologica, frutto dello sforzo congiunto di imprese socialmente responsabili, istituzioni aperte a processi partecipativi e di cittadinanza inclusiva, organizzazioni del terzo settore capaci di rigenerare senso civico e promuovere la centralità dei beni comuni e relazionali.

IMOLA CITTÀ DELL’AUTO VERDE

Impegni concreti per promuovere l’economia ecologica a Imola

  • Insediare presso l’autodromo di Imola la sede di un nuovo corso di laurea professionalizzante legato allo sviluppo sostenibile, promuovendolo come centro di ricerca, sviluppo e prove per l’auto motive elettrico. L’ autodromo potrà così essere utilizzato come centro di studio e di ricerca, oltre che come splendida struttura inserita in un Parco; struttura che potrà essere utilizzata dai cittadini per esercitare sport. L’autodromo dovrà essere utilizzato maggiormente come location per concerti e spettacoli teatrali e la possibilità di recuperare eventi motoristici importanti come la Formula 1, aumenta in modo esponenziale la possibilità per un uso polivalente dell’autodromo stesso, con la diminuzione del numero delle giornate rumorose. Un luogo prezioso ed identitario della nostra città che sarà finalmente una grande e sostenibile risorsa per tutti i cittadini e le cittadine.
  • Riorganizzazione del parco dei mezzi pubblici e di trasporto scolastico (elettrico).

POLITICHE VERDI PER RILANCIARE L’EDILIZIA E IL LAVORO

  • Lanciare un piano d’investimento per l’efficientamento energetico e la riqualificazione ambientale di tutti gli edifici pubblici, fino ad arrivare alla totale autonomia energetica, con l’uso dei fondi statali europei.

Tutelare la salute dei cittadini

  • Discarica Tre Monti: in nessun modo dovrà essere rimessa in uso. La discarica dovrà essere mantenuta in sicurezza per puntare sulla raccolta differenziata e sul recupero dell’area mediante la realizzazione di un parco fotovoltaico, di un terreno altrimenti disperso, secondo i principi dell’economia verde/ circolare .
  • Tutelare la salute dei cittadini anche attraverso un piano sanitario di controllo.
  • È necessario ripensare la questione rifiuti insieme agli altri enti preposti e collaborativi in una specifica conferenza dei servizi, in quanto bisogna pensare a un nuovo piano di gestione dei rifiuti per Imola in seno alla Regione oltre alla già citata riqualificazione del sito. Chi gestirà il sito (HERA) dovrà investire sulla sicurezza e i controlli. Tutto dev’essere assolutamente trasparente e sotto il controllo di CON.AMI.
  • E’ giusto che gli eventuali nuovi piani industriali per il recupero del sito diano un ritorno economico più consistente ai cittadini per il disagio dovuto alla presenza della discarica, anche se non più attiva.
  • Infine, l’amministrazione dovrà rendere conto ai cittadini di come saranno utilizzati eventuali introiti: per esempio, per sostenere i servizi per l’infanzia, il trasporto scolastico o i servizi sociali. Il bilancio della discarica dev’essere condiviso e trasparente.
  • Migliorare il piano di raccolta differenziata dei rifiuti anche premiando i cittadini virtuosi che differenziano correttamente e che oggi non vedono un ritorno in bolletta a meno che non conferiscano all’isola ecologica
  • Cura del verde pubblico e dei parchi pubblici, creazione di nuove aeree verdi in siti da riqualificare.

POLITICHE VERDI PER SOSTENERE E RILANCIARE L’AGRICOLTURA

In linea con le politiche proposte dai Verdi in Regione Emilia Romagna, riteniamo fondamentale sostenere l’agricoltura, anche attraverso contributi per tutelare e valorizzare gli ecosistemi agricoli e le razze di bestiame autoctone, e per promuovere l’agricoltura biologica.
Più in dettaglio le proposte riguardano “Interventi urgenti per il settore agricolo ed agroalimentare” per i quali sono previsti contributi e strumenti premiali, in sede di redazione dei prossimi bandi ai quali il territorio imolese dovrà partecipare, per azioni mirate a:
1) preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura;
2) incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici che impattano sul settore agroalimentare e forestale;
3) promuovere e diffondere pratiche e metodi di coltivazione biologici e a residuo zero di pesticidi;
4) Valorizzare le razze di bestiame autoctone nell’ambito dei programmi annuali per la raccolta dati in allevamento tesi alla realizzazione dei programmi genetici, e a sostenere la biodiversità delle razze a rischio di estinzione.
Imola dovrà partecipare alla Consulta Agricola Regionale e alle organizzazioni professionali della filiera Bio.
Imola dovrà innestarsi nelle politiche promosse dal progetto di legge della Giunta Regionale che si pone l’obiettivo di attivare nel corso dei prossimi mesi del 2020 un complesso di interventi urgenti finalizzati a sostenere le imprese agricole ed agroalimentari regionali, anche per far fronte all’emergenza COVID 19.
L’agricoltura – se ben condotta – è un agente strategico per la resilienza dei territori, vittima ma anche corresponsabile insieme, se mal condotta, dei cambiamenti climatici.
Da qui l’importanza di diffondere metodi di coltivazione che puntano al contempo al rispetto della sostenibilità ambientale e della salute dei consumatori finali come le aziende della filiera biologica e quelle che puntano al residuo zero di sostanze chimiche di sintesi.

Sviluppo della città

10 punti per il rilancio della Green new deal (nuovo patto verde)

  1. Economia circolare. I processi circolari di utilizzo delle risorse e delle materie prime devono diventare gli elementi di riferimento di una nuova economia basata sul riciclo, sulla progettazione del ciclo di vita del prodotto, sulla valutazione degli impatti della produzione industriale. Il Comune potrà promuovere una campagna per favorire e incentivare da parte di aziende e di enti pubblici, gli acquisti verdi di prodotti con requisiti e criteri ambientali garantiti.
  2. Green start up e green job, occorre finalizzare incentivi e la fiscalità locale all’innovazione e alla ricerca green elaborando investimenti a sostegno di un new deal locale basato su imprese capaci di competere promuovendo servizi e prodotti verdi: nel terziario, nella nuova industria non inquinante, in una nuova agricoltura biologica e di qualità.
  3. Rigenerazione urbana e verde in città. Incentivare e favorire la rigenerazione di esercizi commerciali, bar e ristorazione e favorire la rigenerazione urbana basata sulla cultura, la creatività, i business ecologici (esercizi commerciali, mercati locali, attività formative e di inclusione sociale). Lanciare un piano di manutenzione straordinaria del centro storico, per la cura del verde pubblico e dei parchi pubblici con creazione di nuove aree verdi in siti da riqualificare, degli spazi di socialità e degli edifici di pregio. Un progetto chiaro e riconoscibile per mostrare concretamente le relazioni tra qualità ambientale, innovazione, formazione e cultura della città futura: Osservanza parco della cultura, dell’arte, della conoscenza e della sostenibilità: università, centri di ricerca, alta formazione e progetti culturali per la rigenerazione urbana verde e intelligente del centro storico e del territorio
    Un’ecologia della vita quotidiana e della qualità degli spazi pubblici, anche con il coinvolgimento diretto dei cittadini attraverso progetti partecipati.
  4. Piccolo commercio e mercati locali. Occorre rifinanziare i centri storici quali naturali aree commerciali di qualità e di relazione, utilizzare la leva del commercio in centro per rivitalizzare le zone del centro, per favorire la socialità e forme ecologiche di mobilità (mezzi elettrici ) per incentivare una diversa logistica delle merci urbane e una distribuzione delle merci nelle città basata su flotte non inquinanti ed ecologiche.
  5. Agricoltura urbana e sociale. L’agricoltura può rappresentare un fattore di miglioramento della qualità urbana, di integrazione sociale e di miglioramento della qualità della vita. In questa nuova agricoltura urbana possono trovare spazio progetti di piccola imprenditoria, progetti di partecipazione civica dei cittadini, di cittadinanza attiva e di promozione della cura dei beni comuni urbani. L’agricoltura urbana e periurbana è un modo per costruire progetti di socialità fondati su un diverso valore del cibo, della qualità alimentare, dell’inclusione dei gruppi sociali in attività gratificanti capaci di conferire senso e appartenenza alle persone e ai gruppi. Risorse specifiche vanno dedicate a sostenere progetti che vedono la cooperazione di terzo settore, istituzioni locali e piccole imprese cooperative sociali e associazioni per il riuso di cibo e prodotti tessili.
  6. Aree industriali ecologiche e simbiosi industriale: economia circolare territoriale. Il modello industriale tradizionale basato su aree industriali inquinanti e sulla scadente qualità edilizia dei capannoni, dei servizi e delle aree attrezzate è ormai in evidente e inarrestabile crisi. Occorre riqualificare le aree esistenti, non avviarne di nuove consumando suolo. Si tratta di riprogettare lo sviluppo industriale delle aree produttive del nostro territorio, nella consapevolezza che l’industria resta un settore importantissimo dell’economia del territorio. La nuova industria sarà però completamente diversa, anche nelle lavorazioni tradizionali: ci saranno nuove tecnologie e ci saranno processi di riconversione ecologica delle imprese e dei processi industriali. Ci saranno connessioni digitali e smart work e questo accadrà anche a Imola. Nel contempo occorre sperimentare, sul modello di diverse aree industriali avanzate del nord Europa, processi di simbiosi industriale. Cioè favorire lo scambio di energia e materie prime tra imprese della stessa area industriale per ridurre inquinamento, costi legati al trasporto delle merci, spreco di materie prime. La simbiosi industriale è una modalità innovativa per chiudere il cerchio dei processi di utilizzo delle materie prime non solo all’interno di un’impresa, ma anche tra diverse imprese presenti in un distretto o in un’area industriale creando in questo modo una sorta di “economia circolare a livello del territorio” non solo della singola azienda.
  7. Turismo sostenibile e nuovi itinerari diffusi.
    Imola, snodo di una rete di ciclabili che favoriscano lo sviluppo dell’ eco-turismo e Imola punto di partenza per il turismo legato al trekking di vallata e di Appennino.
    In questa fase di ripensamento dei modelli turistici prevalenti, diventa strategico innovare e investire sul turismo sostenibile. Per far questo è necessario ripensare il modello turistico attuale mettendo la sostenibilità al centro della progettazione dei percorsi e del marketing. Si tratta di offrire alle persone offerte differenziate, pacchetti di itinerari turistici locali dove la personalizzazione delle proposte consenta di valorizzare patrimoni culturali meno noti e prodotti artigianali e agricoli frutto delle tradizioni locali.
    Fondamentale sarà la cura del fiume Santerno in armonia con i Comuni della Vallata e in collaborazione con i CEAS, enti territoriali competenti, come Geolab, Centro di educazione alla sostenibilità (C.E.A.S) eccellenza del sistema regionale I.N.F.E.A.S e Centro di servizio e consulenza (C.S.C.) per le istituzioni scolastiche autonome dell’Emilia Romagna.
  8. Logistica verde e riduzione dei trasporti merci e mobilità sostenibile sicura.
    La logistica delle merci rappresenta un ambito in cui è necessario intervenire in quanto il trasporto è una delle principali fonti di inquinamento e di rischio sulle strade a causa della circolazione di mezzi pesanti e della congestione delle strade. E’ necessario predisporre nelle aree industriali delle aree condivise per lo stoccaggio delle merci e servizi alle imprese basate sulla mobilità elettrica e sulla diffusione di tetti verdi e fotovoltaico nelle aree industriali. Per quanto riguarda la logistica urbana delle merci è necessario incentivare l’uso di aree condivise di stoccaggio e distribuzioni merci, la programmazione di carico e scarico, l’utilizzo di informatica per ridurre al minimo i mezzi commerciali nei centri storici, la riconversione delle flotte commerciali nei centri storici impiegando veicoli elettrici e non inquinanti.
    Occorre inoltre rivedere il piano di mobilità civico, aggiornando le criticità al nuovo stato della mobilità. Le modifiche attuate dalle precedenti amministrazioni e il cambiamento delle abitudini dei cittadini, hanno portato a nuove criticità per il traffico e per la sicurezza di chi sceglie la mobilità sostenibile. Occorre tentare di ridurre gli ingorghi e al contempo generare linee di spostamento sicure e senza smog per chi sceglie di rinunciare all’auto, (come ad esempio il sottopassaggio di Pontesanto ).
  9. Energia intelligente e distribuita. L’energia è un settore strategico dell’economia ecologica, ma anche dell’organizzazione sociale e della partecipazione e del coinvolgimento dei cittadini. Occorre continuare e aumentare l’impegno per la diffusione delle energie rinnovabili e per la riduzione del consumo energetico, anche a livello locale promuovendo l’efficienza energetica degli edifici pubblici e delle scuole. Altri progetti possono essere legati a sperimentazioni di comunità solari con l’obiettivo di produrre reddito integrativo per le famiglie e sviluppare la produzione di fonti rinnovabili. In questo ambito si possono anche sperimentare forme di finanza alternativa legate al crowdfunding e all’uso di piattaforme informatiche per stimolare progetti di miglioramento energetico e di consumo intelligente di energia da parte di scuole, comunità locali e gruppi di cittadini. Lanciare un piano d’investimento per l’efficientamento energetico e la riqualificazione ambientale di tutti gli edifici pubblici, fino ad arrivare alla totale autonomia energetica, con luso di fondi statali e europei.
  10. Attrattività e marketing verde dei territori. I territori attraggono imprese e talenti quando sono in capaci di offrire un ambiente di qualità per gli insediamenti e anche per la qualità della vita che sono in grado di fornire alle persone che lavorano nelle aziende. Oggi le imprese internazionali scelgono territori dotati di servizi sociali e educativi di alto livello, comunità coese che investono in cultura e in partecipazione civica, città dove è centrale il rispetto dell’ambiente e la creazione di quartieri verdi. Imola può dunque rivelarsi molto competitiva, se investe sulla qualità dell’ambiente, della vita e sulla sostenibilità. La comunicazione dell’amministrazione locale e la promozione territoriale dovranno essere potenziate privilegiando il marketing verde dei territori e le misure di supporto alla creazione di territori sostenibili favorevoli allo sviluppo integrato di comunità e aree produttive.

POLITICHE GIOVANILI

UN NUOVO MODELLO EDUCATIVO TERRITORIALE
La città casa dei giovani

L’adolescenza è quel momento della crescita in cui i nostri ragazzi e le nostre ragazze sperimentano nuove esperienze che li cambieranno profondamente. Come tutti i momenti di passaggio, l’adolescenza è una fase difficile, sia da un punto di vista psichico che fisiologico: l’adolescente vive al limite di un sottile confine dove ciò che è giusto o sbagliato non è più così chiaro e dove la voglia di riaffermare la propria individualità spesso lo porta a vivere esperienze anche pericolose. Da qui hanno origine fenomeni come l’isolamento sociale, oppure all’opposto la formazione di gruppi allargati dove si possono sperimentare non solo forti legami d’amicizia ma anche comportamenti violenti spesso legati anche all’uso di sostanze.
ImolaFuturo – EuropaVerde si occupa già da tempo dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze; la nostra esperienza nasce dalla collaborazione con le famiglie, con le scuole, con le associazioni sportive, con i gruppi formali (parrocchie, scout, centri sociali) ma soprattutto con i gruppi informali: ragazzi e ragazze che si incontrano nei parchi, nei campetti oppure nei centri commerciali.
Siamo pronti a scendere in campo riaffermando la nostra proposta educativa a fronte di una politica che etichetta i cittadini più giovani solo come appartenenti a baby-gang, oppure come sbandati irrecuperabili che vanno puniti come fossero delinquenti abituali e non adolescenti in difficoltà.
Del resto, negli ultimi anni, gli spazi per i nostri figli e le nostre figlie si sono ristretti sempre più; il lockdown ha mostrato tutti i limiti di una politica che ignora l’adolescenza e che non vede nei nostri giovani una risorsa ma solo un problema.
Noi di ImolaFuturo-EuropaVerde crediamo nei nostri ragazzi e nelle nostre ragazze, e vogliamo rilanciare la città partendo da loro: coinvolgendoli e rendendoli protagonisti della vita sociale e politica della nostra città.

Riaprire il Centro Giovanile Ca’ Vaina

Ca’ Vaina è un luogo incentrato sulla musica: è nato per questo scopo ed è inevitabile che la sua funzione principale sia a supporto di chi fa musica. Le sale prova, lo studio di registrazione, la disponibilità di spazi per concerti all’aperto e al chiuso sono una risorsa fondamentale. È anche un centro giovanile che deve diventare un vero punto di riferimento per tutti gli adolescenti del territorio.
Che cosa vogliamo fare:
● Coinvolgere le scuole promuovendo il centro anche come contenitore culturale e come laboratorio di attività finalizzate alla socializzazione: incontri, pomeriggi di ascolto, proiezioni di video e film.
● Anticipare l’apertura in orario pomeridiano e garantirla anche durante i periodi di chiusura delle scuole.
● Aprire il centro alla cittadinanza mettendolo nuovamente in rete con le altre attività pubbliche promosse dal Comune (per esempio, Imola in Musica).
● Prevedere la presenza dell’Educatore territoriale di strada da affiancare agli operatori del centro.
● Utilizzare il centro per erogare corsi di formazione sul tema del digitale e delle nuove tecnologie, con particolare attenzione al fenomeno del cyberbullismo e delle dipendenze digitali.

Promuovere la figura dell’educatore territoriale e riaprire i Centri di
Aggregazione Giovanile

Durante i pomeriggi o le serate trascorse in centro o nei parchi delle città, le nostre ragazzee i nostri ragazzi spesso sono lasciati a sé stessi e non hanno la possibilità di incontrare figure adulte di riferimento . L’Educatore territoriale è una figura educativa che, appoggiandosi ai
centri giovanili o ai centri di quartiere, può muoversi sul territorio imolese e incontrare i giovani, aiutandoli a valorizzare le loro idee e prevenendo fenomeni di violenza o di bullismo. Per questo proponiamo di:
● Riaprire i centri di aggregazione giovanile presso i centri di quartiere.
● Istituire un tavolo territoriale educativo permanente che abbia il compito di monitorare la situazione giovanile sul territorio.

Ripensare e rinnovare il centro della città e il parco delle Acque Minerali

Per ridare vita al centro è necessario progettare un polo culturale diffuso che possa raggruppare e promuovere diverse attività: spazio mostre, spazio spettacoli, luogo per associazioni culturali con propri progetti, sala di ritrovo e di studio. Nella stessa ottica, è il momento di ripensare la manifestazione Imola in Musica come un contenitore molto più ampio. Allo stesso modo, la Discoteca delle Acque Minerali deve diventare uno spazio aperto attrezzato e fruibile, anche di pomeriggio, ai giovani imolesi.

Promuovere lo sport nelle scuole e tra i giovani

Lo sport favorisce il benessere ed è occasione di crescita e socializzazione; per questo intendiamo:
● Favorire la diffusione dello sport tra i giovani promuovendo un tavolo di confronto tra le società sportive imolesi per valorizzare le possibilità sportive della nostra città.
● Favorire l’informazione e la conoscenza per l’accesso ai bandi regionali relativi all’inclusione sociale per i soggetti svantaggiati rispetto alle attività sportive.
● Valorizzare il patrimonio delle strutture esistenti migliorando il rapporto tra l’ente gestore e le società sportive.
● Favorire la collaborazione tra società sportive finanziando ed incentivando attività comuni.
● Intendiamo promuovere l’attività sportiva nelle scuole attraverso la figura professionale dello psicomotricista per bambini e bambine dai 0 ai 6 anni.

Scarica il manifesto del programma